"Ballando con le nostre diverse abilità" e poi...

Arte Migrante è un gruppo aperto di persone a Parma che si incontra tutti i martedì sera (alle 20e30 in via Bandini 6) per una serata all'insegna della condivisione: di cibo, storie e abilità artistiche di ogni tipo.
Il fine della serata è far incontrare le diversità presenti nella nostra città creando ponti che le colleghino e superino i pregiudizi che spesso le separano.

Da Febbraio, alcuni membri del gruppo hanno partecipato al laboratorio di danza chiamato "Ballando con le diverse abilità" che si è svolto a Trecasali, organizzato dalla onlus "L'Anello Mancante" per coinvolgere i ragazzi diversamente abili che vivono nella zona di Trecasali, San Secondo, Roccabianca. Le serate si articolano in maniera molto semplice: dopo una breve attività di presentazione, dei maestri di ballo propongono alcune danze al ritmo delle musiche più diverse: dalle antiche canzoni dei pescatori sardi fino alla moderna "Ciapa la galeina". La presenza di persone "normalmente abili" è quindi un aiuto per chi, fra i ballerini, avesse impedimenti nel movimento.

Durante questi incontri avviene però qualcosa di più profondo rispetto alla semplice esecuzione di divertenti danze, ossia la possibilità di instaurare nuovi rapporti di amicizia con persone con le quali non si è normalmente in contatto nella vita di tutti i giorni, cosa che ricalca molto anche lo spirito dei nostri incontri di arte migrante. Vedere gli occhi dell'altro accendersi al rivederti ti lascia dentro qualcosa di più della conoscenza dei passi di una nuova danza, e fa capire l'importanza di questo tipo di attività, specialmente nei paesi della provincia in cui chiaramente le possibilità per le persone diversamente abili sono meno numerose rispetto alla città.
L'atmosfera che si crea è speciale: una volta che si entra in sala, la serata si riaccende, i pensieri e le preoccupazioni della giornata scompaiono. Con questi ragazzi si ha la sensazione che qualcosa ci manchi: ogni sorriso, ogni abbraccio che ti offrono è carico di gioia e sentimento. Ci si sente un po’ impacciati e carenti difronte a chi offre amore in modo tanto spontaneo quanto semplice; queste persone a volte quasi dimenticate o nascoste sono una grande risorsa di umanità e contatto umano.

Questi incontri hanno anche dato la possibilità a diversi ragazzi rifugiati, che si trovano spesso in difficoltà nella ricerca di un lavoro, di poter svolgere un servizio per la comunità e sentirsi utili verso il prossimo anche lontano da casa. Dice Mubarak, un ragazzo del Sudan che ha partecipato agli incontri: "Mi piace aiutare, non ho fatto niente ma mi hanno fatto stare bene.. Quando ero nel mio paese ero volontario della Croce Rossa e ho aiutato tante persone come anziani, bambini e anche persone con disabilità e mi faceva stare bene. Siamo tutti uguali e anche loro devono stare bene".

Il laboratorio è terminato con una festa dove è stata offerta una cena ai partecipanti: è stato bello vedere che Domenico, un senza fissa dimora che ha danzato con noi, sia tornato a casa con gli avanzi del cibo dopo aver aiutato a pulire la sala..

i "ragazzi" di Arte Migrante